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Guida al sistema di scambio delle quote di emissione dell'Unione europea

gennaio 1, 2025

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Introduzione

In tutto il mondo, gli organismi di regolamentazione stanno promuovendo e attuando numerose politiche volte alla decarbonizzazione del nostro pianeta. Negli Stati Uniti, gli spedizionieri stanno seguendo con attenzione questi sviluppi sia a livello federale che statale. Allo stesso tempo, gli operatori dell’Unione Europea (UE), pioniera nel campo dell’energia pulita, stanno rispondendo a normative rigorose e a un prezzo del carbonio in aumento. L’UE ha aperto la strada alla creazione di un efficace sistema di tariffazione del carbonio che stimola il settore privato ad abbracciare cambiamenti sostenibili. È di fondamentale importanza per gli spedizionieri statunitensi osservare attentamente le attività dell’UE, poiché forniscono preziose indicazioni sulle potenziali tendenze future nella propria regione.

Il successo dell’Unione Europea nella riduzione delle emissioni può essere attribuito in parte all’adozione e alla diffusione capillare del suo sistema di tariffazione del carbonio basato sul meccanismo “cap-and-trade”, noto come Sistema di scambio delle quote di emissione (ETS). Tra i partecipanti al Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE figurano i 27 Stati membri dell’UE, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Attualmente, l’ETS comprende la produzione di energia elettrica, le industrie ad alto consumo energetico e l’aviazione civile all’interno dello Spazio economico europeo. Tuttavia, in linea con le crescenti ambizioni dell’UE in materia di riduzione delle emissioni, l’ETS è destinato ad ampliare il proprio ambito di applicazione nei prossimi anni, includendo, tra l’altro, le emissioni del settore dei trasporti.

Punti chiave

  1. Il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE è un modello «cap-and-trade».
  2. La modifica “Fit for 55” ha portato l’attuale Target di riduzione delle emissioni dell’ETS dal 43% al 62% entro il 2030.
  3. L’UE intende ridurre in modo più incisivo il numero di quote nell’ambito dell’ETS nei prossimi anni.
  4. L’entrata in vigore dell’EU ETS II è attualmente prevista per il 2027, ma potrebbe essere posticipata al 2028.

Comprendere il funzionamento del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea

Il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE è un modello «cap-and-trade», il che significa che l’UE fissa un tetto massimo alla quantità di CO₂ che può essere emessa in un determinato anno, con riduzioni lineari ogni anno. In base al volume del tetto massimo, ogni anno viene messo a disposizione un certo numero di quote, tramite asta o assegnazione gratuita. Ogni quota rappresenta una tonnellata di CO₂. I soggetti soggetti a questo sistema devono cedere il numero appropriato di quote alla fine di ogni anno solare per compensare le proprie emissioni di CO₂. Possono farlo acquistando quote o riducendo le emissioni.

Le industrie e i settori soggetti al limite massimo comprendono la produzione di energia elettrica e le industrie ad alto consumo energetico. Tra queste figurano:

  • Raffinerie di petrolio
  • Acciaierie
  • Produttori di ferro, alluminio, cemento, carta e vetro
  • L'aviazione civile all'interno dello Spazio economico europeo

Tuttavia, vale la pena notare che l’ambito di applicazione subirà modifiche nei prossimi anni.

Il pacchetto «Fit for 55»: modifica del sistema di scambio delle quote di emissione

Il “Fit for 55” è un ampio pacchetto legislativo e normativo lanciato dall’UE con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Questo ambizioso piano ha modificato l’ETS per includere il trasporto marittimo e creare un nuovo sistema di monitoraggio e rendicontazione delle emissioni di CO₂ derivanti dal trasporto su strada. Con questa modifica, l’attuale Target di riduzione delle emissioni dell’ETS è passato dal 43% al 62% entro il 2030, il che comporta una riduzione del 4,3% all’anno dal 2024 al 2027 e del 4,4% all’anno dal 2028 al 2030.

Bar chart comparing the European Union Emissions Trading System (EU ETS) emissions‑reduction targets. A large bar labeled 2005 represents the baseline. A second bar labeled 2030 shows the current target of a 43 percent reduction from 2005 levels. A third bar, also labeled 2030, shows the new revised target of a 62 percent reduction. The visual highlights the increased ambition of the Fit for 55 package, raising the 2030 emissions‑reduction requirement from 43 percent to 62 percent.

Andamento dei prezzi delle quote nel sistema di scambio delle emissioni

Negli ultimi anni, il prezzo delle quote dell’ETS ha registrato alcune fluttuazioni significative. Secondo i dati disponibili alla fine dell’estate del 2023, il prezzo delle quote di carbonio dell’EU ETS si è attestato intorno agli 82–84 euro, pari a circa 90 dollari USA. L’UE intende ridurre in modo più incisivo il numero di quote nell’ambito dell’EU ETS nei prossimi anni. Questa strategia mira a stimolare azioni più incisive da parte dei settori industriali coperti dal sistema. La riduzione del numero di quote significa essenzialmente che le aziende disporranno di un numero inferiore di permessi gratuiti per emettere CO₂, incoraggiandole così a innovare e a investire in tecnologie e processi più sostenibili.

Con la diminuzione del numero di quote, è probabile che il prezzo aumenti. Molte aziende si stanno già preparando a questi cambiamenti. Ad esempio, Maersk sta ipotizzando un prezzo di 90 euro nei propri preparativi per l’estensione dell’ETS al trasporto marittimo. Questo approccio lungimirante contribuisce a garantire che l’azienda sia ben preparata a gestire le implicazioni finanziarie delle mutevoli normative dell’ETS.

Line chart showing the average monthly EU ETS carbon allowance price from January 2023 through September 2023, measured in euros per metric ton of CO₂. Prices rise sharply from about €81 in January to a peak near €92 in February, then ease slightly in March and April, decline to around €83 in May, and fluctuate moderately through the summer before ending near €82 in September. The chart illustrates the recent volatility of ETS allowance prices and supports the expectation that prices may increase further as the EU reduces the number of available allowances.

Domande frequenti sul sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea

  • Che effetto ha il sistema di scambio delle quote di emissione sul trasporto marittimo?

A partire dal 2024, l’ETS includerà progressivamente le emissioni del settore marittimo in base alle dimensioni e al tipo di nave. Nello specifico, nel 2024 il 40% delle emissioni marittime sarà compreso nell’ETS. Tale percentuale salirà al 70% nel 2025 e, entro il 2026, saranno incluse il 100% delle emissioni. Inoltre, l’ETS coprirà il 100% delle emissioni delle rotte intraeuropee e il 50% delle emissioni delle rotte extraeuropee da e verso l’UE.

Graphic showing the percentage of maritime emissions included under the EU Emissions Trading System (ETS) over three years. A donut chart labeled 2024 shows 40 percent coverage, a second chart labeled 2025 shows 70 percent coverage, and a third chart labeled 2026 shows 100 percent coverage. The visual illustrates the phased‑in inclusion of maritime emissions in the ETS.
  • Quanto costerà il sistema di scambio delle quote di emissione a uno spedizioniere?

In questo esempio, uno spedizioniere gestisce una rotta marittima dagli Stati Uniti all’Europa con una grande nave da carico in grado di trasportare oltre 5.000 gigatonnellate. In queste condizioni, Breakthrough utilizzerebbe i seguenti parametri per determinare l’impatto sui costi nel 2024:

Timeline graphic showing when different vessel types and greenhouse gases enter scope under the EU Emissions Trading System (ETS) from 2024 through 2028 and beyond. Cargo and passenger ships over 5,000 gross tonnage are shown as entering ETS scope beginning in 2024 and continuing forward. Offshore ships over 5,000 gross tonnage enter scope in 2027. Offshore and general cargo ships between 400 and 5,000 gross tonnage display a status of ‘TBD.’ Carbon dioxide (CO₂) emissions are included in ETS scope beginning in 2024, while methane (CH₄) and nitrous oxide (N₂O) are added in 2026. A phase‑in timeline below shows that 40 percent of emissions are regulated in 2024, increasing to 70 percent in 2025 and 100 percent from 2026 onward. The graphic illustrates how ETS maritime coverage expands by vessel type and gas over time.

Calcolo dell’impatto sui costi:

1. Determinare le emissioni «dal pozzo alla scia» in tonnellate metriche di CO₂ per TEU.
2. Adeguare in base alle emissioni incluse nell’ambito di applicazione.

Emissioni «dal pozzo alla scia» in tonnellate metriche di CO₂ per TEU
× 0,50 (fattore di emissione extraeuropeo; quello intraeuropeo è pari al 100%)
× 0,40 (percentuale di emissioni incluse nello Scope: 40% nel 2024; 70% nel 2025; 100% nel ‘26) 


[xx] tonnellate metriche di CO₂

3. Applicare il costo delle quote di emissione.

[xx] tonnellate metriche di CO₂
x 82,01 EUR per tonnellata metrica di CO₂ (prezzo medio mensile delle quote)


Impatto approssimativo in EUR per TEU

  • Come dovrebbero pianificare gli spedizionieri il Sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea II?

La prossima fase dell’EU ETS, denominata EU ETS II, rappresenta un’espansione strategica volta a includere la distribuzione di carburante e i fornitori di carburante per il trasporto su strada, gli edifici e ulteriori settori industriali. L’EU ETS II è attualmente previsto per il 2027, ma potrebbe essere rinviato al 2028 per proteggere i cittadini dagli elevati prezzi dell’energia causati dalla guerra tra Russia e Ucraina.

Il tetto massimo delle quote di emissione per l’EU ETS II avrà un fattore di riduzione lineare del 5,15% a partire dal 2024 e del 5,43% a partire dal 2028, il che suggerisce che i prezzi delle quote nell’ambito dell’EU ETS II potrebbero aumentare rapidamente nel tempo rispetto all’attuale sistema ETS. Per ridurre le potenziali ripercussioni di questo scenario, è stato preso in considerazione un meccanismo di stabilità dei prezzi che immetterebbe sul mercato 20 milioni di quote aggiuntive qualora il prezzo di una quota nell’ETS II superasse i 45 EUR. Le principali parti interessate nutrono dubbi sull’efficacia di tale meccanismo.

Ipotizzando un costo della quota pari a 45 EUR, il costo aggiuntivo per litro di gasolio è di 0,12 EUR, ovvero un costo aggiuntivo di circa 0,49 USD per gallone di gasolio. È prevedibile che l’impatto sui costi vari notevolmente a causa dei numerosi aspetti in gioco in questa nuova politica. Ad esempio, gli Stati membri possono esentare i fornitori di carburante fino al 2030 se esiste un prezzo nazionale della CO₂ pari o superiore al nuovo prezzo dell’ETS. Nella mappa sopra riportata è possibile visualizzare i paesi in cui i fornitori di carburante sono già idonei o potrebbero diventarlo in futuro per l’esenzione fino al 2030.

 
Map of Europe showing which countries have carbon prices on the transport sector that meet or are expected to meet the EUR 45 threshold required for exemption from EU ETS II fuel‑supplier costs until 2030. Norway, Sweden, Germany, Austria, France, Luxembourg, and Ireland have carbon prices already at or expected to reach EUR 45. Iceland, Denmark, Poland, Latvia, and Portugal have relevant carbon prices that do not reach, or are unlikely to reach, the EUR 45 threshold. Iceland, Liechtenstein, and Norway are included because they participate in the EU ETS, even though they are not EU members.

I paesi in verde acqua hanno prezzi del carbonio in vigore nel settore dei trasporti che raggiungono già, o che dovrebbero aumentare fino a 45 euro, il che consentirebbe a quel paese di esentare i fornitori di carburante dal costo dell’EU ETS II fino al 2030. I paesi evidenziati in verde hanno prezzi del carbonio rilevanti che non raggiungono, o che difficilmente raggiungeranno, i 45 euro nel periodo di riferimento dell’EU ETS II. L’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia sono inclusi in questa tabella poiché sono membri dell’EU ETS, sebbene non facciano parte dell’UE.
Fonte: World Bank Carbon Pricing Dashboard, https://carbonpricingdashboard.worldbank.org/map_data

   

Il passaggio dell’UE verso veicoli elettrici a batteria, a celle a combustibile e a idrogeno per i veicoli pesanti

L’UE sta dando priorità alle auto elettriche a batteria, alle celle a combustibile e all’idrogeno come fonti energetiche primarie per i veicoli pesanti. Nel comunicato stampa relativo alle revisioni proposte agli standard sulle emissioni dei veicoli pesanti, la Commissione europea ha suggerito che l’uso di carburanti rinnovabili per i veicoli pesanti, come il biodiesel e il diesel rinnovabile, potrebbe potenzialmente sottrarre queste fonti ad altri settori come quello aeronautico e marittimo, che dispongono di un numero minore di alternative di carburanti puliti.

Tuttavia, alcuni paesi, in particolare la Germania, si sono dimostrati irremovibili nel non voler eliminare del tutto i veicoli con motore a combustione interna (ICE); hanno invece proposto l’uso degli e-fuel. Questa posizione potrebbe influenzare il grado di rigore con cui l’UE si atterrà all’assegnazione di biodiesel e diesel rinnovabile ai settori marittimo e dell’aviazione.

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