Le aziende che intendono sviluppare politiche di sostenibilità in linea con quadri normativi complessi e riconosciuti a livello globale, come l’iniziativa Science Based Targets (SBTi), spesso faticano a orientarsi e a comprenderne le complessità. Senza essere esperti del settore, è difficile monitorare le emissioni e misurare i progressi compiuti verso il raggiungimento dei propri obiettivi SBT.
Recentemente, SBTi ha pubblicato la bozza della versione 2.0 dello standard Corporate Net-Zero, che introduce linee guida aggiornate che saranno obbligatorie per la definizione dei Target a partire dal 1° gennaio 2028. Questa nuova versione fornisce alle aziende metodi ampliati per raggiungere i propri obiettivi climatici, in particolare per quanto riguarda le emissioni legate al trasporto e alla distribuzione.
Punti chiave
SBTi ha sviluppato una bozza della versione 2.0 dello standard Corporate Net-Zero che include metodi ampliati grazie ai quali le aziende possono raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2050.
È presente un nuovo elemento incentrato sulla garanzia che la biomassa e i biocarburanti non contribuiscano a cambiamenti dannosi nell'uso del suolo e alla deforestazione.
Una nuova opzione consente di utilizzare i crediti di attributo ambientale (EAC) per affrontare le emissioni quando non sono fisicamente e prontamente disponibili soluzioni alternative da implementare.
Domande frequenti sullo standard SBTi Corporate Net-Zero V2.0
La Science Based Targets Initiative (SBTi) è un ente di normazione globale per le aziende che cercano di sviluppare politiche e processi di sostenibilità chiari e affidabili. Attraverso quadri standardizzati per l'analisi e l'azione in materia di sostenibilità, le aziende sono in grado di comprendere meglio il proprio posizionamento in termini di sostenibilità rispetto ad altre organizzazioni e anche di determinare come migliorare i propri indicatori di sostenibilità. Oltre 12.000 aziende hanno sviluppato obiettivi supportati dalla scienza attraverso l'uso delle risorse di SBTi.
La bozza della versione 2.0 dello standard Corporate Net-Zero mira a fornire una guida alle aziende che intendono attuare misure di sostenibilità in linea con il raggiungimento delle emissioni nette pari a zero entro il 2050. A partire dal 1° gennaio 2028, le aziende che desiderano allinearsi alla SBTi saranno tenute a utilizzare la versione finale 2.0 dello standard Corporate Net-Zero per la definizione dei Target.
In che modo il nuovo standard affronta le emissioni derivanti dalla biomassa e dai biocarburanti?
La versione 2.0 include una sezione che impone alle aziende che utilizzano o producono biocarburanti di:
Fornire dati sulle emissioni e sugli assorbimenti legati al territorio
Dimostrare che la produzione delle materie prime da biomassa non è collegata alla deforestazione
Ottenere una certificazione di sostenibilità, quando disponibile.
Ciò risponde alle preoccupazioni di lunga data relative al cambiamento di destinazione d'uso del suolo, in particolare per quanto riguarda la sicurezza alimentare e la deforestazione. Leader come l'Unione Europea e la California stanno continuamente adeguando le loro politiche di decarbonizzazione dei combustibili nel tentativo di ridurre al minimo i cambiamenti negativi nell'uso del suolo.
Cosa sono le linee guida sui crediti di attributo ambientale (EAC) secondo il nuovo standard SBTi?
Uno degli sviluppi più significativi e attentamente monitorati nella versione 2.0 è la possibilità per le aziende di procurarsi crediti di attributi ambientali (EAC). Gli EAC rappresentano generalmente una tonnellata metrica di anidride carbonica equivalente. Le aziende possono acquistare e ritirare gli EAC, che esistono in modo indipendente e separato dall'energia alternativa fisica. Questi crediti supportano le aziende che cercano di ridurre le emissioni ma si trovano in un mercato in cui l'energia alternativa è limitata, segnalando così la domanda di energie alternative.
Alcuni requisiti degni di nota per questa nuova opzione sono:
Gli EAC devono essere emessi e ritirati entro lo stesso periodo di 24 mesi in cui è stato acquistato il combustibile standard.
Le aziende dovrebbero acquistare gli EAC in prossimità del luogo in cui si svolge l'attività corrispondente, per segnalare l'interesse nella produzione e distribuzione di energia alternativa in quelle aree.
Allinearsi ai principi di integrità, quali:
Le aziende dovrebbero utilizzare gli EAC come misura temporanea e come transizione verso la riduzione diretta delle emissioni fisiche.
Le aziende dovrebbero includere una giustificazione del motivo per cui si utilizzano gli EAC anziché soluzioni fisiche. I motivi possono includere:
Le soluzioni non sono ancora disponibili su larga scala a livello commerciale.
Le soluzioni non sono disponibili a causa di vincoli infrastrutturali, normativi o di approvvigionamento specifici della regione.
L'impatto delle EAC sulle emissioni dovrebbe essere riportato separatamente dall'inventario dei gas serra dell'azienda.
Quali altre novità sono presenti nella bozza della versione 2.0 dello standard Corporate Net-Zero dell'SBTi?
Verifica da parte di terzi
Il nuovo standard prevede che le aziende ottengano una verifica da parte di terzi dei valori utilizzati per fissare i propri Target. La linea guida è quella di avere una verifica limitata che copra le emissioni di Scope 1, 2 e 3. Nella verifica dei dati sulle emissioni, una verifica limitata suggerisce che l'azienda disponga di standard e metodologie solidi.
Scope 1: Decarbonizzazione degli asset
Per le emissioni di Scope 1, l'aggiornamento fornisce ulteriori indicazioni sull'approccio del piano di decarbonizzazione degli asset. Con l'approccio del piano di decarbonizzazione degli asset, le aziende sviluppano un bilancio di carbonio e fissano Target per ridurre le emissioni assolute degli asset. Le aziende sono incoraggiate a sviluppare un piano per ridurre, sostituire o eliminare gradualmente gli asset rilevanti, anche attraverso misure di efficienza, cambio di combustibile e sostituzione degli asset.
Ambito 3: Target di allineamento energetico dei fornitori
Le linee guida SBTi invitano le aziende ad affrontare le emissioni dei propri fornitori. Nella versione 2.0, le aziende utilizzerebbero un Target di allineamento energetico dei fornitori, che comporterebbe la definizione di obiettivi per aumentare la quota di energia a basse emissioni di carbonio al 100% entro il 2050. Ciò includerebbe il trasporto e la distribuzione di Scope 3 categoria 4 (a monte) e categoria 9 (a valle) e la categoria 6 (viaggi d'affari).
Inoltre, sarebbe inclusa l'adozione di veicoli a emissioni zero (ZEV), che comprendono i veicoli elettrici e a celle a combustibile a idrogeno. Con questo approccio, le aziende aumenterebbero la percentuale dell'attività di trasporto totale (in tonnellate-km o veicoli-km) effettuata con veicoli ZEV. La gestione delle emissioni di Scope 3 richiede dati solidi e una pianificazione strategica, ed è qui che soluzioni come CleanMile diventano fondamentali per trasformare i dati in iniziative concrete di riduzione delle emissioni.
Rimanete all'avanguardia rispetto agli standard SBTi con CleanMile
La bozza della versione 2.0 dello standard SBTi Corporate Net-Zero segna un significativo passo avanti nell'azione climatica aziendale. Offrendo una guida più dettagliata su biocarburanti, EAC e emissioni di Scope 1 e 3, lo standard proposto aiuta le aziende a fissare obiettivi di zero emissioni nette più credibili ed efficaci. Mentre le organizzazioni lavorano per allineare le loro strategie a questi nuovi standard, CleanMile può aiutarle a districarsi nelle complessità di queste politiche e a compiere progressi misurabili verso lo zero emissioni nette.